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Baccini senza freni: “Sanremo? Oggi è peggio, è tutto in mano a un personaggio”

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Amadeus

Francesco Baccini ha criticato duramente il Festival di Sanremo e l’industria discografica: le parole al vetriolo del cantautore.

Ci sono cantautori che sono saliti sul palco dell’Ariston, ma non hanno mai creduto nell’importanza e nella “sacralità” del Festival di Sanremo. Ad esempio Francesco Baccini, cantautore di grande successo negli anni Novanta ed ex protagonista anche su quel palco, ma oggi più che mai critico nei confronti della kermesse e di un’industria discografica che ha trasformato la musica in puro marketing. Alla vigilia della nuova edizione, è tornato a parlarne, non lesinando dure critiche a tutti e parlando anche del fenomeno Måneskin.

Francesco Baccini attacca il Festival di Sanremo

Nel passato di Baccini, all’apice del successo, è possibile ricordare un’unica partecipazione a Sanremo, nel 1997, nemmeno molto fortunata. Un’avventura non voluta e cercata dal cantautore. In quel momento aveva deciso infatti di sciogliere il suo contratto con la Warner, ha confessato l’artista ai microfoni di Rockol, e fu costretto dalla casa discografica a presentarsi al Festival per essere liberato dalla penale presente nell’accordo.

Chitarra acustica
Chitarra acustica

Così, nonostante non avesse mai nemmeno visto un Sanremo per intero, si presentò sul palco nel 1997, in un momento storico in cui sul palco dell’Ariston chiunque avesse già una carriera avviata non voleva proprio metterci piede. E partecipò a modo suo, con una sorta di canzone parodia: Senza tu. Non tutti riuscirono a comprendere il significato del brano, e alla fine arrivò undicesimo, al termine di una settimana che visse “come fosse una vacanza a Disneyland“.

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Negli anni successivi ha comunque inviato canzoni per poter partecipare a Sanremo, ma con spirito di provocazione. Anche perché sa benissimo che al Festival partecipano i cantanti, i personaggi, non le canzoni. E questo capitava anche prima: “Quando partecipai sapevo già che sarei stato preso a prescindere dalla canzone che avrei presentato. La Warner aveva una quota e avevano scelto me: su quel palco avrei potuto presentare pure la sigla de L’ape Maia“. E oggi le cose vanno anche peggio: “All’epoca c’era una commissione artistica, almeno. Oggi, invece, è tutto in mano a un solo personaggio“.

Il suo parere sui Måneskin

In una discografia che è sempre più votata al marketing e che ha perso di vista il valore artistico della musica, Baccini ha le idee chiare: in questo momento a Sanremo non parteciperebbe mai. Parlando invece di chi sul palco dell’Ariston non solo è andato, ma ha vinto e ci è anche tornato, i Måneskin, il cantautore preferisce trincerarsi dietro a un no comment: “Cosa penso di loro? Non penso. Non ho nessuna opinione: non li conosco abbastanza, dovrei informarmi. Ma mi interessano altre cose“.

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