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I Maneskin e la guerra: “Solidarietà a tutti coloro che stanno soffrendo”

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Maneskin

I Maneskin tornano a parlare del loro prossimo tour e mandano un messaggio di pace e solidarietà in questi giorni difficili.

Anche i Maneskin sono stati travolti dal conflitto esploso in Ucraina dopo l’invasione da parte dell’esercito russo. La band romana è infatti in attesa di poter riprogrammare il calendario dei concerti sospesi a causa della pandemia da Covid, e adesso si trovano alle prese anche con la tensione per il conflitto bellico, che interessa peraltro zone in cui erano attesi per alcuni importantissimi concerti.

Per questo motivo, ma anche per il dolore e la preoccupazione che umanamente li sta affliggendo, i quattro ragazzi hanno voluto mandare un messaggio di pace e solidarietà per tutti coloro che stanno soffrendo a causa di una guerra che sta portando, come sempre, solo dolore e morte, senza nulla di positivo in cambio.

Maneskin: concerti sospesi per la guerra

Già da qualche settimana i Maneskin avevano dovuto sospendere il loro tour a causa delle regole differenti che vigono in questo momento in molti dei Paesi interessati. Avrebbero voluto dare adesso qualche notizia sulle nuove date, ma lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina sta bloccando anche i loro progetti.

Maneskin
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La speranza adesso è che la situazione possa sbloccarsi nel più breve tempo possibile, per poter tornare a parlare di concerti in tempo di pace. Una speranza viva, ma che al momento è messa in secondo piano dalla preoccupazione che alberga nel cuore di tutti noi.

Maneskin: il messaggio di pace ai fan

Siamo più vicini che mai ai nostri fan, ai nostri partner e a tutte le persone afflitte dalla guerra in questo preciso momento“, hanno scritto i quattro ragazzi romani di Zitti e buoni, esprimendo solidarietà a chi sta soffrendo a causa di questo tremendo conflitto. “Speriamo che la violenza in atto possa vedere una fine“, hanno aggiunto i Maneskin, che avrebbero dovuto suonare tra pochi giorni a Kiev per poi passare a Mosca e San Pietroburgo. Chissà se questi concerti in Paesi in cui sono amatissimi potranno mai essere recuperati, almeno in breve tempo.

Di seguito il loro messaggio su Twitter:

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