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La ragazza del futuro di Cesare Cremonini guarda avanti senza dimenticare le proprie radici

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Cesare Cremonini

Cesare Cremonini, La ragazza del futuro: la recensione del settimo album da solista del cantautore bolognese.

Che Cesare Cremonini sia ormai una realtà nella musica italiana mainstream è un dato di fatto, più che una sensazione. Di anni da quando quel giovane scapestrato portava al successo brani scanzonati come 50 Special con un gruppo durato un battito di ciglia, ne sono passati molti. Addirittura 23. Nel frattempo Cremonini ha studiato, è cresciuto, ha sperimentato e si è dimostrato molto più talentuoso di quanto qualcuno aveva provato ad ipotizzare nei suoi primi anni di carriera.

Arrivato al settimo album, dopo ben cinque di silenzio più o meno forzato, l’artista bolognese, superati gli “anta”, tira le fila del suo percorso artistico e si proietta verso il futuro, senza dimenticare da dove è arrivato e le tante lezioni che ha imparato in un passato così ricco da non poter essere dimenticato.

Cesare Cremonini, La ragazza del futuro: la recensione

Dopo sette album, definire maturo un artista come Cremonini è anche riduttivo. Un cantautore che è stato in grado di fare fin da subito un salto di qualità, anche quando era ancora giovanissimo. Basta ascoltare lo storico …Squérez dei Lunapop e Bagus, il suo primissimo disco da solista, per poter comprendere quanto in pochi mesi Cremonini avesse già mostrato di avere le idee chiare e un talento innato da dover solo limare e lavorare.

Cesare Cremonini
Cesare Cremonini

Un talento che, tra tanti alti e pochi bassi, è riuscito a mostrare in tutto il suo percorso artistico, come dimostrato anche dalla sua recente prima apparizione a Sanremo, con un medley spettacolare che ci ha fatto rendere conto della potenza delle sue hit, quelle cui abbiamo imparato ad affezionarci nel corso del tempo.

Con La ragazza del futuro, settimo lavoro arrivato a distanza di ben cinque anni da Possibili scenari, Cesare prova a fare un nuovo scatto in avanti nella sua carriera. Il primo disco dalla scomparsa del padre, presente metaforicamente nel brano MoonWalk, è un concept sentito, ispirato anche alla sua nuova ragazza, la ‘giovane stupida’ cui aveva dedicato una delle sue più controverse e recenti canzoni.

Un album che prova ad abbracciare il più vasto pubblico possibile, senza porsi alcun limite. C’è del pop di qualità, c’è uno sguardo, a volte esplicito, ai Beatles, come nel brano Jeky (non a caso è stato in parte registrato negli studi di Abbey Road), c’è l’immancabile ispirazione dei Queen e del suo amato Freddie Mercury, ma anche un ventaglio di suoni che potenzialmente possono risultare familiari anche a generazioni di ascoltatori più giovani.

Un disco ruffiano quindi? Potrebbe sembrare all’apparenza, ma sarebbe un’analisi riduttiva. Più che la voglia di piacere a tutti, quella di Cesare sembra la volontà di provare a mettersi sulle spalle una missione: dare nuova dignità alla forma album, ormai passato in secondo piano nell’epoca delle playlist e dei singoli a raffica, slegati. C’è riuscito? Potrà dircelo solo il tempo, a seconda anche dell’impatto che il disco avrà sulla nostra industria musicale. Quel che è certo è che, ancora una volta, l’artista bolognese ha regalato ai fan un album emozionante e ricco. Non il migliore della sua carriera, ma la conferma di un cantautore solido, una garanzia, ormai, per la musica italiana. E scusate se è poco.

La ragazza del futuro: la tracklist

1 – Intro
2 – La ragazza del futuro
3 – Colibrì
4 – MoonWalk
5 – Interlude +
6 – La fine del mondo
7 – Chimica
8 – La camicia
9 – Interlude –
10 – Stand Up Comedy
11 – Jeky
12 – Psyco
13 – Delfini
14 – Chiamala felicità

Voto: 8-

Di seguito il video di Stand Up Comedy:

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