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Sangiovanni è stato accusato di razzismo! A difenderlo ci pensa un famoso rapper

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Sangiovanni

Sangiovanni è stato accusato di razzismo per un verso della canzone Che gente siamo: a difenderlo arriva Emis Killa.

Incredibile, ma vero: anche Sangiovanni è stato accusato di razzismo! Il giovane cantautore di Vicenza, un simbolo della generazione Z e uno dei protagonisti dell’ultimo Sanremo, ha seguito le orme della meno giovane collega Donatella Rettore, e in questi giorni è finito al centro di una clamorosa polemica riguardante il concetto di razzismo e di politically correct.

A generare un caso mediaticamente rumoroso è stato un verso presente nella canzone Che gente siamo, brano tra i più significativi del suo album Cadere volare. All’interno del testo, infatti, Sangio utilizza la n-word. Il risultato? Una pioggia di critiche imprevedibile. A difenderlo però ci ha pensato un famoso rapper, stanco del troppo buonismo presente in Italia: Emis Killa.

Sangiovanni accusato di razzismo: cosa è successo

A far nascere questo polverone clamoroso è stato questo verso presente nel brano Che gente siamo: “Semmai andrò in prigione è perché ho detto ne*ro in tele, mentre il politico razzista rappresenta il mio Paese“.

Sangiovanni, Cadere volare
Sangiovanni, Cadere volare

Un verso forte e volutamente scivoloso, che è stato però travisato da molti. Anche per questo motivo Sangiovanni ha tentato di spiegarlo ai microfoni di Fanpage, per evitare di incappare in un clamoroso equivoco, quando ormai era troppo tardi: “Credo che stia anche a significare come effettivamente in Italia, al giorno d’oggi, non ci sia molta libertà d’espressione (…) Probabilmente mi associano a qualche altro esempio di persona che la usa perché non pensa sia un’offesa o comunque la usa in maniera frivola“. Parole che non hanno convinto i suoi hater, che hanno continuato a scatenarsi. In sua difesa sono arrivate però le dichiarazioni, come sempre al vetriolo e senza peli sulla lingua, del killer della Brianza.

Emis Killa difende Sangiovanni

Da tempo il rapper lombardo si batte per far sì che il politically correct non invada anche il mondo della musica, per far sì che la società non si arrovigli su battaglie ipocrite, magari tralasciando problemi più concreti. Scrive il Killa: “Ah, ora il capro espiatorio per le vostre battaglie ipocrite è Sangiovanni. Siete così convinti della parità di diritti e della libertà di espressione che appena uno dice una coas che non vi piace (o non capite) gli ca*ate il ca**o in massa per giorni sui social. Morite male“. Di seguito il suo tweet:

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