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Tommaso Paradiso, lo Space Cowboy che ci ricorda il valore della quotidianità

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Tommaso Paradiso Space Cowboy

Tommaso Paradiso, Space Cowboy: la recensione del primo album solista del cantautore ex Thegiornalisti.

Un debutto a lungo atteso, quello da solista di Tommaso Paradiso. Certo, dopo la rottura con i Thegiornalisti di singoli ne aveva lanciati diversi. Ma la prova del nove, quella che in molti aspettavano al varco, era tutta qui, nel suo primo album in solitaria. E la risposta del cantautore romano è stata, se non autorevole, quantomeno decisa.

Space Cowboy è il punto di partenza, metaforico, di un percorso che potrebbe portare Paradiso a diventare un emblema del pop italiano, al di là della definizione, ormai desueta, di indie e Itpop. Sempre che il mondo delle sette note non gli venga a noia.

Tommaso Paradiso, Space Cowboy: la recensione

Le canzoni al centro, tutto il resto ai margini. Questo aveva promesso Tommaso Paradiso in alcune interviste in fase di presentazione del suo esordio da solista, senza negare comunque di aver preso ispirazione qua e là e non solo dai musicisti del suo cuore, ma anche da registi, attori, scrittori e così via. Il valore del citazionismo, d’altronde, non si limita al copiare. Anzi, tutto il contrario, è fonte di creatività e di rinnovamento della concezione stessa di arte.

Tommaso Paradiso Space Cowboy
Tommaso Paradiso Space Cowboy

Space Cowboy non dà risposte definitive su quello che sarà di Tommaso Paradiso. Ma un paio di cose riesce ad affermarle, nettamente: in primis, che quando il cantautore romano al Corriere afferma che i Thegiornalisti erano lui, non eccede in superbia; la seconda è che, comunque, Paradiso è riuscito a spogliarsi, in qualche modo, dall’essere ‘i Thegiornalisti’, per diventare definitivamente Tommaso Paradiso, con un suo percorso e un suo stile riconoscibile.

Uno stile che prende a piene mani dagli anni Ottanta, ma che, mai come in questo lavoro, riesce ad andare oltre e a confermare la vena cantautorale di un artista che riesce a rendere il quotidiano degno di essere raccontato, anche nei suoi dettagli apparentemente più insignificanti. Una lezione che Paradiso ha fatto propria da maestri come Carboni o Cremonini, ma che è riuscito a rendere personale grazie all’aspetto e all’attitudine tipica di chi non nasconde il disagio che prova nel vivere in questo mondo.

Emblema e sintesi superba dell’intero album, e se vogliamo dell’intero percorso artistico fin qui di Paradiso, è Guardarti andare via, la breve traccia che apre questo disco. C’è tutto Paradiso in quei tre minuti: sensibilità, delicatezza, malinconico romanticismo, nostalgia e desiderio. La perfetta introduzione a quel mondo fatto di suoni, a volte scanzonati e quasi ‘cartooneschi’, altre volte intensi e degni del miglior Venditti, che vengono presentati e rappresentati in questo secondo debutto.

Momento più alto è forse La stagione del cancro e del leone, singolo già lanciato e che riesce a rendere merito a un testo discreto attraverso una costruzione musicale che prende in prestito stilemi appunto già sentiti nel decennio degli Eighties, rivisitati per l’occasione. Ma non vanno sottovalutati pezzi come Lupin, la romantica Tutte le notti, Sulle nuvole e anche Amico vero, l’unico duetto. Protagonista con Paradiso è Franco126, un artista con cui il cantautore di Prati è riuscito a costruire un rapporto che va ben oltre la musica.

Non c’è rivoluzione, non c’è sperimentazione estrema, non c’è alcuna provocazione in questo Space Cowboy che avvia ufficialmente la nuova vita di Paradiso. C’è solo il trionfo della quotidianità, delle piccole cose, la riaffermazione di quella normalità che spesso viene sottovalutata, ma che è parte di noi, e deve essere vissuta più che denigrata.

Space Cowboy: la tracklist

1 – Guardarti andare via
2 – Amico vero (feat. Franco126)
3 – Magari no
4 – Lupin
5 – La stagione del cancro e del leone
6 – Space Cowboy
7 – È solo domenica
8 – Silvia
9 – Tutte le notti
10 – Vita
11 – Sulle nuvole

Voto: 7.5

Di seguito il video di La stagione del cancro e del leone:

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