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Un noto cantante attacca Laura Pausini: “La vergogna della canzone italiana”

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Laura Pausini

Continua la polemica sul rifiuto di Laura Pausini di cantare Bella ciao: arriva un duro attacco di un famoso cantautore italiano.

Non si placano le polemiche che hanno travolto Laura Pausini dopo il suo ormai celeberrimo rifiuto di cantare Bella ciao, in quanto canzone “troppo politica“. Una scelta del genere ha diviso l’opinione pubblica, ed è stata cavalcata anche da noti esponenti della nostra politica che, in questo clima da campagna elettorale, non hanno perso l’occasione per tirare acqua al proprio mulino. Se quindi qualcuno ha voluto accusare la cantante di Solarolo di essere ‘fascista’, altri hanno voluto difenderla. L’attacco più duro di tutti è però arrivato da un famoso cantautore, che si è lasciato andare a uno sfogo tremendo e l’ha definita “la vergogna della canzone italiana“.

Laura Pausini sotto attacco: le parole di Pierpaolo Capovilla

A distruggere sui social la cantante di Solarolo è stato Pierpaolo Capovilla, ex leader de Il Teatro degli Orrori. Non è la prima volta che il noto cantautore fa discutere con le sue prese di posizione. Non molti mesi fa aveva ad esempio attaccato in maniera brutale i Måneskin. Stavolta però le sue parole sono state ancora più dure.

Laura Pausini
Laura Pausini

Su Facebook l’artista ha infatti scritto: “La vergogna della canzone italiana nel mondo, che possa sparire per sempre. Non c’è più dignità, né orgoglio, nella nostra storia. Che schifo che fai, canzone italiana. Sprofonda nel tuo bel mare. Libera il mondo“.

Parole che lasciano a bocca aperta, rincarate anche nei commenti da un ulteriore invito a Laura Pausini e “a tutte e tutti quelli come lei” di vergognarsi, in quanto si tratta di “gente senza storia, senza dignità, senza niente di niente se non il conto in banca“.

Capovilla e l’attacco ai Måneskin

Nel mese di luglio, subito dopo il concerto al Circo Massimo della band di Damiano, Capovilla aveva preso di mira anche la nota band romana, definita come “purissima plastica” e rappresentazione perfetta di una “generazione di imbecilli“.

L’artista aveva poi spiegato queste sue parole, parlando di musica rock che arricchisce le persone e musica rock che diventa strumento di dominio e assoggettazione delle masse. Una differenza radicale che divide, a suo dire, la buona musica da quella pessima, ben rappresentata da Damiano e compagni.

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