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Un Virus chiamato Noyz Narcos

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Noyz Narcos Virus

Noyz Narcos, Virus: la recensione dell’ottavo album del rapper romano, tornato alla musica dopo quattro anni.

Noyz Narcos ci sa ancora fare. Di dubbi non ce n’erano molti, specialmente tra i suoi fan più accaniti. Ma quattro anni di silenzio non sono pochi. Specialmente quando il tempo passa, e si supera la soglia psicologica degli ‘anta’, che rendono un rapper, se non proprio old style, di certo appartenente a una o due generezioni passate. Ma se c’è una cosa che Narcos ha dimostrato nel corso della sua carriera, è che di ciò che capita se ne frega. Il tempo non lo cambia, l’industria che evolve (davvero?) non lo tocca. Il suo mondo è il suo mondo, ed è estremamente terreno. Forse per questo che appare più vero rispetto a quello di molti colleghi.

Noyz Narcos, Virus: la recensione

A due anni dall’esplosione della pandemia, l’album di Narcos non poteva che chiamarsi Virus. Non c’è un riferimento vero al Covid. L’unica corona, per il rapper romano, è quella indossata nel panorama gangsta rap romano.

Noyz Narcos Virus
Noyz Narcos Virus

Seconda grande uscita per la scena rap/trap/urban italiana in questo 2022, Virus non può non collidere con X2, il producer album di Sick Luke, altro nome di punta della scena romana. Anche perché molti dei protagonisti dell’album di Luke sono presenti come featuring anche in questo ottavo disco di Narcos, dai 126, Ketama e Franco, a Sfera Ebbasta e Capo Plaza.

Eppure, concettualmente X2 e Virus sono due album quasi agli antipodi. Mentre il disco del producer ex DPG è quasi un compilation album, quello di Noyz è il prodotto del vissuto del rapper romano in questo periodo di pandemia. Che lo ha toccato, ma non lo ha allontanato da quello che è il suo mondo. Le tematiche sono le stesse di sempre. Storie di vita quotidiana, di gang che non sono più quelle di prima, di una criminalità che forse è meno vera che in passato. Di droga, spaccio, rivalità estreme, ma anche di sentimenti che scompaiono.

In fin dei conti, c’è poco che sorprende in questo ritorno di Narcos, coerente con tutto il suo percorso. Non un difetto, ma un dato di fatto. Suonano come una novità le incursioni melodiche, e soprattutto la ballata Blister con Franco126, forse la prima vera canzone d’amore nella carriera di Noyz, seppur differente rispetto alle classiche rap ballad cui siamo abituati negli ultimi anni. Un’eccezione che conferma la regola in un album che si divide tra uno sguardo verso il passato, anche nostalgico, rappresentato dalla presenza di grandi star internazionali come Raekwon e Cam’ron, ma anche da amici di lunga data come Gué, Gemello e Metal Carter, e un tuffo nel presente e futuro, specialmente nelle collaborazioni con artisti come Geolier, Speranza e Rasty Kilo.

Con una produzione ottima firmata Night Skinny, Sine e Mace, il rapper romano torna dunque a fare quello che gli riesce meglio: colpire a suon di rime taglienti tutto e tutti, senza esclusione di colpi. Il risultato è un disco solido, destinato ad appagare chi già lo ama, a farlo conoscere a qualche generazione successiva, ma tutto sommato a non spostare più di tanto la sua carriera, né l’evoluzione di un genere che sta tentando altre vie per innovarsi.

Virus: tracklist

1 – Uomo a terra
2 – Virus
3 – Volante 4 (feat. Ketama126 e Franco126)
4 – Cry Later (feat. Sfera Ebbasta e Luchè)
5 – Welcome Back (feat. Raekwon)
6 – Spine (feat. Coez)
7 – Foot Locker (feat. Geolier)
8 – No Ratz (feat. Capo Plaza e Gué)
9 – Blister (feat. Franco126)
10 – Dope Boy
11 – Worst Way (Cam’ron)
12 – War Games
13 – Money Bagz (feat. Speranza)
14 – Verano Zombie pt. 3 (feat. Gemello e Metal Carter)
15 – Daytona 2000 (feat. Rasty Kilo)
16 – Victory Lap

Voto: 6.5

Di seguito Blister con Franco126:

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