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20 anni senza Chet Atkins, il mago del fingerstyle che ha ispirato Mark Knopfler

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chitarra Stratocaster

Chet Atkins: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sul chitarrista e compositore americano che ha ispirato artisti come Mark Knopfler.

Uno dei migliori chitarristi di tutti i tempi. Un eroe del fingerpicking. Il più luminoso erede di miti come Django Reinhardt e Les Paul. Un maestro per artisti del calibro Mark Knopfler. Chet Atkins è stato tutto questo e molto altro. Compositore e produttore straordinario, talvolta anche cantante, nella sua lunga carriera ha pubblciato oltre ottanta album da solista, collaborando anche con tantissimi altri artisti. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era Chet Atkins

Chester Burton Atkins, detto Chet, nacque a Luttrell, in Tennessee, il 20 giugno 1924 sotto il segno dei Gemelli. Cresciuto con la madre, i fratelli e la sorella, dopo il divorzio dei genitori a 6 anni, iniziò a suonare l’ukulele a sei anni, per poi passare al violino. Fu a nove anni che passò alla chitarra, e dopo poco dovette trasferirsi in Georgia per vivere col padre a causa di gravi attacchi d’asma, malattia che lo costringeva anche a dormire su una poltrona con la schiena dritta per cercare di respirare più agevolmente. Prese in questo periodo l’abitudine di addormentarsi mentre suonava la chitarra.

La sei corde divenne così la sua principale compagna di vita. La portava ovunque, anche quando andava a trovare degli amici, suonandola costantemente. Diventato esperto, nel 1939 ebbe modo di sentire per la prima volta Merle Travis alla radio. Un’esperienza che cambiò definitvamente il suo modo di approcciarsi allo strumento, aprendogli le porte del fingerpicking.

chitarra Stratocaster
Chitarra Stratocaster

Nel 1942 abbandonò così in maniera precoce la scuola superiore e iniziò a lavorare presso la WNOX Radio di Knoxville, suonando il violino e la chitarra con alcuni artisti locali. Iniziò quindi a muovere i priim passi nei Dixieland Swingsters, una piccola formazione swing strumentale. Dopo una gavetta piuttosto articolata, registrò attorno al 1946 il suo primo singolo. I suoi lavori furono inizialmente visti malamente dagli appassionati di country, per uno stile fin troppo personale.

Fu con l’approdo alla RCA che iniziarono ad arrivare i primi veri successi. In particolare, la sua fama crebbe con il lancio del brano Mr. Sandman, seguito da Silver Bell con Hank Snow. I suoi album iniziarono a vendere di più e arrivò finalmente la fama tanto agognata per molti anni.

Forte della definitiva consacrazione come chitarrista e compositore, nel 1957 divenne produttore della divizione di Nashville della RCA. Per cercare di far riprendere le vendite di musica country, calate vertiginosamente con l’exploit del rock and roll, Chet scelse di cambiare le carte in tavola: eliminò violini e steel guitar e diede più risalto al cantante, creando di fatto il cosiddetto Nashville Sound. Fu così che la musica country entrò nelle grazie degli amanti del pop e del rock.

In questo periodo registrò e pubblicò molti dei suoi album migliori, facendo spesso incursione nel pop e nel jazz e guadagnandosi il nome di Mister Guitar, oltre che la stima di moltissimi dei suoi colleghi, che apprezzavano il suo sstile unico e difficilmente imirtabile. Con gli anni Settanta scelse di mettere un freno alla sua carriera, sia come chitarrista che come produttore. Lanciò molti album e pochi successi, tra cui And I Love You So di Perry Como. Nel 1973 gli fu diagnosticato un cancro al colon, evento che lo portò a cambiare il suo ruolo nella RCA, tornando a dedicarsi esclusivamente alla chitarra, lasciando le mansioni amministrative.

Negli anni Ottanta passò alla Columbia Records, etichetta in cui poté dare sfoggio della sua creatività e del suo gusto spaziando ampiamente tra jazz, pop e collaborando con artisti del calibro di Mark Knopfler, un suo grande allievo, ma anche Steve Lukather.

Chet Atkins: la morte

Le sue condizioni di salute peggiorarono negli anni Novanta e il 30 giugno 2001 morì nella sua casa di Nashville. Nel suo testamento scrisse alcune righe molto significative del suo pensiero e della sua vita: “Tra qualche anno, quando me ne sarò andato, qualcuno ascolterà quello che ho fatto e saprà che sono stato qua. Forse non sapranno o non gli importerà sapere chi sono, ma ascolteranno la mia chitarra parlare al posto mio“.

Sai che…

– Con Owen Bradley è universalmente considerato l’inventore del Nashville Sound, stile musicale che portò il country a entrare anche nei cuori degli amanti del pop e del rock.

– È stato anche un pioniere della tecnica del tapping.

– Si esibì alla Casa Bianca per tutti i Presidenti da J.F. Kennedy e George H.W. Bush.

– Per Rolling Stone è al 21esimo posto tra i 100 migliori chitarristi di tutti i tempi.

– Non amava essere definito un chitarrista country, ma semplicemente un chitarrista. Amava improvvisare, ma sapeva leggere le partiture.

– Il chitarrista più influente del Ventesimo secolo secondo lui fu Django Reinhardt. Nella sua top 10 si inseriva al quinto posto.

– Viene considerato il primo in assoluto ad aver utilizzato il wah wah.

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