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Cinque curiosità su Elio e le Storie Tese, il gruppo più irriverente della musica italiana

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Elio e le Storie Tese

Dalla 500 con le sopracciglia al set cinematografico a luci rosse: ecco cinque curiosità su Elio e le Storie tese.

Forse condannati a una fama destinata a rimanere più che altro nazionale, gli Elii, ossia i membri del gruppo Elio e le Storie Tese, a loro modo hanno senza ombra di dubbio cambiato il modo di intendere la musica in Italia e sono entrati di diritto nella storia della canzone nostrana.

Stefano Belisari (alias Elio) e compagni, infatti, hanno avuto il coraggio di mettere l’irriverenza in musica, dando una nuova veste all’ironia e alla satira che, messe in musica, amplificano il loro potere. E Il traguardo più importante raggiunto dal gruppo è stato sicuramente quello della credibilità: le quattro presenze di Elio a Sanremo sono la dimostrazione che l’Italia ha ancora voglia di ridere, ma che soprattutto apprezza chi è in grado di farlo fare con coscienza e intelligenza.

Indimenticabile la loro partecipazione al Festival della canzone italiana nel 1996, quando su un palco ancora serio e serioso salirono Elio e le Storie Tese: La terra dei cachi si posizionerà al secondo posto, ma a colpire sarà soprattutto l’abbigliamento del gruppo, in grado di esibirsi in appariscenti tute argentate con i volti truccati e lunghi mantelli.

Elio e le Storie Tese
Elio e le Storie Tese

Elio e le Storie Tese: le curiosità

Che cosa stiamo aspettando? Scopriamo insieme cinque curiosità sulla band milanese che forse non conoscevi. Pronti, via!

– Nel 1997 Elio e le Storie Tese compaiono nelle riprese di un film di Rocco Siffredi (Rocco e Le Storie Tese). Non presero parte alle scene hard, ma si occuparono di confezionare la colonna sonora del lungometraggio. Le canzoni sono state eseguite da Rocco Tanica – tastierista del gruppo – e registrate in presa diretta durante la fase di montaggio.

– Dopo Gioacchino Rossini e Antonio Carlos Jobim, arrivano Elio e le Storie Tese. La canzone mononota, presentata nel 2013 al Festiva di Sanremo, è cantata tutta su una nota, il Do. In pochi nel mondo della musica hanno avuto il coraggio di cimentarsi in una prova così impegnativa.

– In occasione dell’annuncio dell’ultimo tour di Elio e le Storie Tese prima dello scioglimento del gruppo, la FIAT ha lanciato una 500 celebrativa: la macchina ha sui fari anteriori due vistose sopracciglia, segno distintivo di Stefano Belisari, leader del gruppo. In pochi sanno che nei primi anni della loro carriera, la band si spostava proprio a bordo di una 500 per raggiungere i locali e i teatri milanesi.

– Non tutti sanno che il video della nota canzone Shpalman è una parodia di Dedicato a te, brano delle VibrazioniIn realtà Elio e Francesco Sarcina, leader della band milanese, sono molto amici e non a caso nel video degli Elii compare lo stesso frontman in compagnia degli altri membri delle Vibrazioni.

– Elio e le Storie Tese, canzoni scurrili… ma mai fini a loro stesse. Nel corso di una recente intervista, Rocco Tanica ha parlato dell’uso delle parolacce nei testi delle loro canzoni. In trentasette anni di carriera si contano 162 brani e ben 55 parolacce che ricorrono 223 volte.

«Se l’intenzione è sviluppare una canzone che possa durare nel tempo, deve parlare di qualcosa: se hai una storia da raccontare, allora la parolaccia ha un senso perché può essere usata come un fregio, un merletto – ha rivelato Rocco Tanica. «In generale, non abbiamo mai scritto canzoni con volgarità gratuite».

Elio e le Storie Tese: la discografia della band

Sono dieci gli album pubblicati in oltre trent’anni di carriera da Elio e le Storie Tese, band formata da Stefano Belisari (Elio), Nicola Fasani (Faso), Davide Civaschi, Christian Meyer, Antonello Aguzzi e Sergio Conforti, in arte Rocco Tanica.

Il disco d’esordio, Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, risale al 1989, e fin dal primo album si riconosce già quello stile irriverente e scanzonato che diventerà presto la carta d’identità del gruppo milanese. Stesso discorso per il secondo album (Italyan, Rum Casusu Çikti) che uscirà nel 1992, a tre anni di distanza: un inizio col botto, come si suol dire, che porterà la band ai primi live al primo grande tour, dal titolo Il tour dell’amore.

L’anno successivo il gruppo pubblica Esco dal mio corpo e ho molta paura, una raccolta di inediti che contiene le canzoni scritte tra il 1979 e il 1986. Dopo tre anni di pausa gli Elii pubblicano il loro quarto lavoro in studio, Eat the Phikis. 

La fine degli anni Novanta vede il gruppo impegnato nel suo massimo sforzo: nel 1998 esce Peerla, che gode del successo arrivato dopo il 1996, anno di partecipazione della band a Sanremo e che li fece conoscere ai più.

Dopo Craccracriccrecr, fuori nel 1999, arrivano gli anni Duemila e il primo disco del nuovo millennio è Cicciput (2003), album che contiene alcuni dei più grandi successi della band come l’omonimo singolo, ma anche Sphalman e la celebre Fossi Figo. 

Il disco sarà seguito da Studentessi (2008), altra raccolta ironica condita da canzoni divertenti, ma anche intelligenti. Nel 2013 esce L’Album Biango, il cui titolo vuole essere una parodia del famosissimo White Album dei Beatles, e che il gruppo ha ironicamente definito come «il colore dell’uovo cotto, che non è bianco, ma biango».

Ma anche Figgatta de Blanc (2016), ultimo lavoro in studio del gruppo, non è altro che la storpiatura di Reggatta de Blanc, album dei Police uscito negli anni Settanta.

Elio e le storie tese: lo scioglimento della band

Dopo ben dieci album in studio e innumerevoli live nei più grandi locali della Penisola, pare che la band abbia deciso di mettere la parola stop e di concludere la propria avventura. I motivi sono tanti, e certo dopo quasi quarant’anni di carriera sempre ad alti livelli, nulla si può rimproverare a Elio e compagni.

Ma come si dice, la speranza è l’ultima a morire. E chissà che invece questo non sia il loro modo, come sempre esagerato e fuori dalle righe, di prendersi una pausa per poi tornare, ancora una volta, a infiammare la scena italiana con quel loro stile talmente originale e provocatorio da aver dato vita ad una vera e propria icona musicale.

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