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Fabrizio De André: 21 anni fa moriva il più grande poeta della nostra musica

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Chi era Fabrizio De André, uno dei cantautori più grandi della nostra storia. Lo ricordiamo attraverso alcune curiosità.

Sono già passati più di vent’anni dal giorno triste in cui la musica italiana ha perso uno dei suoi figli più importanti. L’11 gennaio del 1999 ci lasciava Fabrizio De André, tra i più grandi cantautori della nostra storia, forse di quella dell’intera musica mondiale.

Un artista eclettico, versatile, monumentale, impegnativo e impegnato, capace di scrivere album, brani e storie che parlavano degli ultimi ma non rivolgendosi solo agli ultimi, bensì a tutti coloro che avevano orecchie per intendere. Sono passati vent’anni, e sembrano volati.

Perché se è vero che fisicamente non è più tra noi, la sua musica è più viva che mai, grazie alle esibizioni del figlio Cristiano, degli amici della Premiata Forneria Marconi e, più in generale, di tutti coloro che ancora oggi rimangono affascinati nel leggere le sue parole e nell’ascoltare la sua voce calda e inconfondibile.

Chi era Fabrizio De André: la biografia

Nato a Genova, nel quartiere Pegli, il 18 febbraio 1940 sotto il segno dell’Acquario in una famiglia di piemontesi trapiantati in Liguria, Fabrizio Cristiano De André crebbe negli anni della Seconda guerra mondiale come sfollato nella campagna di Revignano d’Asti.

Fabrizio De André
Fonte foto: https://www.facebook.com/LEPIUBELLEFOTODIFABRIZIODEANDRE

Tornato a Genova nel dopoguerra, venne da giovane influenzato dal clima di contrapposizione tra cattolici e comunisti. Un episodio che segnerà la sua vita fu il tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita dell’Istituto Arecco, nel quale era stato trasferito dai genitori per le intemperanze manifestate nel corso della sua carriera scolastica.

Durante gli anni della giovinezza conobbe Paolo Villaggio. I due divennero fin da subito grandi amici. Fabrizio frequentò quindi il liceo classico Cristoforo Colombo, arrivando faticosamente al diploma. Dopo aver lasciato casa a 18 anni a causa del rapporto conflittuale col padre, decise di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza, influenzato sia dallo stesso padre che da Villaggio, oltre che dal fratello Mauro, già avvocato di successo. L’inizio della carriera musicale lo spinse però a lasciare l’università a sei esami dalla laurea.

Appassionato fin da giovane di musica, ammirava in particolare a Georges Brassens e il grande jazz anni Cinquanta-Sessanta. Tra le sue frequentazioni giovanili, d’altronde, non mancarono grandi artisti come Luigi Tenco e Gino Paoli. L’ascolto di Brassens e le contemporanee letture di opere di Bakunin e Stirner lo indussero ad avvicinarsi a idee anarchiche.

La sua carriera iniziò nel 1961 sotto l’etichetta Karim. Nacque lì la sua straordinaria leggenda. Oggi Fabrizio è considerato uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi. In quasi quarant’anni di attività ha inciso quattordici album in studio e diversi singoli di grandissimo successo.

Artista mai banale, nei suoi testi ha trattato storie di emarginati, prostitute, spiriti ribelli, avvicinandosi tanto al mondo della musica quanto a quello della letteratura. Non è un caso che alcuni suoi scritti vengano ormai studiati come vere e proprie poesie anche a scuola.

Riascoltiamo insieme una versione dal vivo de Il pescatore:

Fabrizio De André: la morte

Fabrizio De André è morto per un cancro ai polmoni. Dopo un concerto a Roccella Ionica, nell’agosto del 1998, Faber iniziò ad accusare alcuni problemi al torace e alla schiena. Sottoposto a esami medici ad Aosta, scoprì di avere un carcinoma polmonare. Interruppe la tournée, ma continuò a lavorare su alcuni progetti che non riuscì mai a portare a termine.

Venne ricoverato solo verso la fine di novembre. Ormai il male era in uno stato avanzatissimo, impossibile da sconfiggere. Uscì dall’ospedale esclusivamente per festeggiare il Natale. Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 1999 morì nell’Istituto dei tumori di Milano.

I funerali si tennero nella Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano a Genova, due giorni dopo il decesso. Vi parteciparono oltre diecimila persone. Sulla bara vennero posti un pacchetto di sigarette, una sciarpa del suo amato Genoa, alcuni biglietti, un naso da clown e un drappo blu. Il suo corpo venne cremato il giorno dopo la cerimonia, e le sue ceneri disperse nel mar Ligure. De André non è quindi sepolto nella tomba di famiglia, anche se il suo nome compare fra quello della madre e del padre.

Fabrizio De André: le frasi più belle

Poeta e cantautore di grande raffinatezza, De André ha scritto alcune delle frasi più belle mai incise nella storia della musica italiana. Ogni suo testo andrebbe studiato a fondo, ma a titolo esemplificativo riportiamo alcune delle sue citazioni più celebri:

– “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” (da Via del campo);

– “Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione” (da Smisurata preghiera);

– “Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame” (da Nella mia ora di libertà);

– “Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” (da Bocca di rosa);

– “Quei giorni perduti a rincorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento” (da Amore che vieni, amore che vai);

– “Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai” (da Verranno a chiederti del nostro amore).

Sai che…

– In via De Nicolay, dove è nato, è stata posta nel 2001 una targa commemorativa dal Comune di Genova.

– Pare che il padre vantasse nobili origini provenzali.

– Stando alla testimonianza di Paolo Villaggio, durante la loro vita di cantanti da crociera si esibirono alcune volte con un giovane Silvio Berlusconi, all’epoca loro collega.

– Grande amico di Luigi Tenco, De André scrisse per lui di getto Preghiera in gennaio, pochi giorni dopo la sua morte.

– L’artefice del suo primo incontro con Dori Ghezzi, con cui si sposò nel 1989, fu un loro amico comune, Cristiano Malgioglio.

– Nei primi anni della sua carriera, De André preferiva non esibirsi dal vivo, in quanto perfezionista e, soprattutto, persona piuttosto timida.

– Dal 1969 al 1979 venne spiato dai servizi segreti italiani per le sue idee filo-anarchiche.

– Nel 1979 Faber e la compagna Dori Ghezzi vennero rapiti in Sardegna. Furono rilasciati dietro pagamento di un riscatto di oltre 550 milioni di lire dopo quattro mesi di prigionia.

– Il 23 gennaio 2018 è uscito il film biografico Fabrizio De André – Principe libero, interpretato da Luca Marinelli, che narra la storia di Faber dagli inizi di carriera fino a dopo il rapimento.

– In molti considerano De André non credente, ma più volte in passato l’artista dichiarò di essere affascinato da una fede di tipo panteistico. Pur rispettando alcune figure religiose, Faber polemizzò spesso contro la Chiesa, come si può evincere anche da alcuni testi delle sue canzoni.

– La biblioteca dell’area umanistica dell’Università di Siena conserva il Fondo Fabrizio De André, che comprende lettere, scritti, carte e libri appartenuti all’artista genovese.

Di seguito Dolcenera di Fabrizio De André in una versione live:

Da: Rolling Stone

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