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Il giorno in cui ho smesso di pensare: Irama tra urban, latin e una strada da trovare

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Irama, Il giorno in cui ho smesso di pensare: la recensione del terzo album del cantautore di Carrara.

La carriera di Irama deve ancora trovare un percorso definitivo. Il cantautore vincitore di Amici 2018 ha mostrato già di poter fare molte cose, di saper cantare, saper scrivere, saper incidere tanto hit estive quanto brano più profondi, intensi, cantautorali. Ma non ha ancora trovato la sua strada, quella che potrà consentirgli d’incanalare il talento verso un genere, un filone, un sentiero che possa essere chiaro, se non definitivo.

Lo dimostra ancora una volta con questo terzo album, Il giorno in cui ho smesso di pensare, una sorta di esperimento, un’apertura inattesa verso il mondo dell’hip hop, dell’urban ma soprattutto della musica latina, all’indomani di un Sanremo in cui si era invece presentato come paladino del pop melodico. Una scelta che può sembrare contraddittoria, e che forse lo è davvero.

Irama, Il giorno in cui ho smesso di pensare: la recensione

Terzo album nella carriera ancora giovanissima di Irama, Il giorno in cui ho smesso di pensare poteva essere la prova della sua prima maturità artistica. Si rivela invece ancora un cantiere con lavori in corso, e non a buon punto.

Irama

Reduce da un buon Sanremo, accanto alla super ballad Ovunque sarai, dedicata alla nonna, il cantautore piazza una serie di brani che attingono a piene mani dall’urban e dalla musica latina. Una svolta sonora che sembra riprendere i tempi di Nera per portarli alle estreme conseguenze, trasformando quasi il giovane artista in un campione del reggaeton, genere che sembrerebbe limitare le sue capacità.

Non a caso, all’interno del disco a fare la figura del leone sono canzoni che si discostano da quel tipo di sonorità, come Baby-Capitolo XI, dalle atmosfere vintage ben gestite dalla voce roca di Irama, o Colpiscimi, il brano più puramente hip hop di tutto il disco, con la collaborazione di Lazza. Ma il vero emblema del potenziale del cantautore di Carrara sta tutto in Goodbye, una ballad moderna, incisiva e potente, che denota le sua capacità di scrivere e cantare con una versatilità con pochi eguali tra gli artisti della sua generazione.

Di contro, nel resto dell’album abbondano i featuring, non tutti riusciti, e sono troppe le canzoni che hanno il chiaro sapore della hit da streaming e social, strumenti che Irama deve utilizzare e sfruttare al massimo, ma senza porre un freno alla propria creatività. In quest’ottica, canzoni come Una lacrima con Sfera hanno tutto il potenziale per diventare virali, ma sono davvero rappresentative del suo percorso artistico? Una domanda cui solo lo stesso Filippo potrebbe rispondere, magari tra qualche anno, quando avrà finalmente capito cosa vorrà fare, davvero, da grande.

Il giorno in cui ho smesso di pensare: la tracklist

1 – Sogno fragile
2 – Baby-Capitolo XI
3 – Una lacrima (feat. Sfera Ebbasta)
4 – 5 gocce (feat. Rkomi)
5 – Como Te Llamas (feat. Willy William)
6 – Yo Quiero Amarte
7 – Una cosa sola (feat. Shablo)
8 – Colpiscimi (feat. Lazza)
9 – Iride (feat. Guè)
10 – Goodbye
11 – Moncheri (feat. Epoque)
12 – È la luna
13 – Ovunque sarai

Voto: 6.5

Di seguito l’audio di Goodbye:

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