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Il rapper Tekashi è stato arrestato

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Tekashi 6ix9ine

Il rapper è accusato di violenza sessuale e psicologica: dovrà comparire in tribunale giovedì dopo l’arresto da parte delle autorità della Repubblica Dominicana.

Per il rapper statunitense 6ix9ine o Tekashi (vero nome Daniel Hernández) le cose si mettono male: è stato accusato di violenza sessuale e psicologica ai danni della sua compagna, la rapper e cantante reggaeton dominicana Yaili’n la Ma’s Viral.

Tekashi: l’arresto

Questa mattina le autorità dominicane hanno proceduto all’arresto del rapper che subito dopo è stato portato al Palazzo di Giustizia nel quartiere Ciudad Nueva di Santo Domingo. Le presunte violenze sarebbero state commesse ai danni della compagna, Yaili’n, il cui vero nome è Jorgina Lulu Guillermo Diaz. Anche Yaili’n è una cantante: è stata nominata ai Premios Juventud 2023 nella categoria “Best Dembow Collaboration” con Cardi B, Farina e La Insuperable. Inoltre è stata sposata con il rapper portoricano Anuel AA, con cui ha avuto una bambina.

Tekashi 6ix9ine
Tekashi 6ix9ine

Tekashi e Yaili’n: le accuse di aggressioni fisiche

Lo scorso dicembre i due, Tekashi, e Yaili’n, si sono accusati reciprocamente di aggressioni fisiche attraverso dei dei video pubblicati sui social media. In quell’occasione l’avvocato della cantante, Andre’s Toribio, ha scritto un post sul suo account X, ex Twitter, in cui commentava il fatto. “Il mio ufficio è a conoscenza delle presunte aggressioni del rapper nei confronti di Yaili’n avvenute nella avvenute nella città statunitense di Miami– ha scritto -“Siamo in contatto con l’ufficio del procuratore generale dominicano. Ha commesso un grave errore, non avrebbe dovuto toccarla”.

Tekashi: il precedente arresto

Non è la prima volta che il rapper finisce in carcere: Tekashi era infatti stato indagato e finito sotto processo con l’accusa di far parte di una gang e di racket. All’epoca il cantante scelse di testimoniare contro le persone che facevano parte del suo stesso gruppo, ottenendo così uno sconto di pena. Nel 2019 ha ricevuto una condanna definitiva a 24 mesi di carcere, poi il covid-19 ha cambiato le carte in tavola: per motivi di salute, l’uomo è stato trasferito agli arresti domiciliari, scontando in casa l’ultimo quarto della sua pena.

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