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Johnny Marr protesta contro Trump, per l’uso non autorizzato della musica degli Smiths

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Johnny Marr, chitarrista degli Smiths

Il chitarrista degli Smiths si unisce alla lista di artisti che si oppongono all’utilizzo delle loro canzoni da parte di Donald Trump.

Johnny Marr, il leggendario chitarrista degli Smiths, si è scagliato contro l’utilizzo non autorizzato della musica della sua band durante gli eventi politici di Donald Trump. In particolare, il brano “Please, Please, Please Let Me Get What I Want” è stato suonato durante un raduno elettorale pro-Trump a Rapid City, in South Dakota.

Johnny Marr, chitarrista degli Smiths

La musica degli Smith ai raduni di Trump

Mentre i presenti aspettavano che l’ex-presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, salisse sul palco, ecco che durante il raduno elettorale è partita Please, Please, Please Let Me Get What I Want, la canzone degli Smith scritta nel 1984 dal frontman Morrissey e dal chitarrista Johnny Marr.

A dare inizio alla polemica è stato il commento di un utente su X, che ha scritto: “Sembrerà strano, ma gli Smiths si sentono molto più di quanto si pensi ai raduni trumpiani del 2024“. Ecco che presto è arrivata la risposta del chitarrista della band, direttamente sul social.

Johnny Marr: “Fermeremo questa m**da!”

Johnny Marr non si è fatto attendere, rispondendo con un tweet in cui si mostra alquanto incredulo: Donald Trump infatti, non è noto per il suo amore per gli Smiths, tuttavia avrebbero un’altra canzone chiamata “Bigmouth Strikes Again” che potrebbe essere una colonna sonora ideale per il suo ritorno pianificato alla Casa Bianca.

Ahh… giusto… OK. Non avrei mai pensato che in un milione di anni avrei potuto avverare. Considera questa merda chiusa proprio ora”, scrive il chitarrista degli Smiths su X, chiarendo che intende muoversi per impedire alla campagna presidenziale di Trump di utilizzare la musica della band durante i suoi raduni.

Una lunga lista di artisti contrari

Johnny Marr non ha specificato come intende fermare l’utilizzo delle canzoni degli Smiths nei raduni di Trump, ma in passato altri artisti hanno emesso ordini di cessazione e desistenza e minacciato azioni legali.

Prima del chitarrista della band, infatti, anche altri artisti hanno preso posizione contro Trump per l’utilizzo della loro musica senza consenso, tra cui Steven Tyler, Pharrell, Rihanna, Axl Rose, Ozzy Osbourne, i Rolling Stones, Neil Young e i Phil Collins. In alcuni casi, come con Tom Petty e gli Stones, l’azione è stata portata sul piano legale, anche se non sempre le ingiunzioni sono state rispettate.

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