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Sanremo 2020, Loredana Bertè contro Junior Cally: “Chi promuove la violenza andrebbe squalificato”

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Loredana Bertè incendia la polemica su Junior Cally a Sanremo: ecco il post polemico della cantante sui social.

Un’altra voce si solleva forte contro Junior Cally a Sanremo. Stiamo parlando di Loredana Bertè, grandissima protagonista del Festival nel 2019. La nota cantante calabrese ha tuonato contro il trapper mascherato con un feroce post sui social.

Non solo. L’artista di Cosa ti aspetti da me ha anche invitato i giornalisti a non assegnare il premio della critica, che porta il nome della sorella Mia Martini, a chi promuove la violenza.

Sanremo 2020: Loredana Bertè contro Junior Cally

Con un lungo post su Facebook, nel quale ha taggato anche l’immancabile Red Ronnie, che per primo ha sollevato il polverone mediatico contro Cally, l’artista ha fatto un invito ai giornalisti: “Chiedo ai giornalisti della Sala Stampa dell’Ariston di escludere, a priori, una possibile candidatura al Premio della critica Mia Martini di qualsiasi artista che promuova attraverso i suoi testi violenza fisica o verbale verso le donne o misoginia in generale“.

Non paga di questo invito, la cantante dai capelli blu ha puntato il dito chiaramente contro il trapper mascherato, affermando che certi ‘soggetti’ andrebbero squalificati per istigazione alla violenza sulle donne e per il pessimo messaggio che mandano ai giovanissimi.

Ecco il post di Loredana:

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Chiedo ai giornalisti della Sala Stampa dell’Ariston di escludere, a priori, una possibile candidatura al “Premio della critica Mia Martini” di qualsiasi artista che promuova attraverso i suoi testi violenza fisica o verbale verso le donne o misoginia in generale. Mia sorella è stata per anni vittima di bullismo "verbale" e non credo che avrebbe mai voluto che il suo nome venisse associato a certi “soggetti” che andrebbero SQUALIFICATI (come avvenuto di recente e giustamente in un’altra trasmissione di successo) per istigazione alla violenza sulle donne e per il pessimo messaggio che arriva ai giovanissimi. Grazie ? #noalsessismo #noallaviolenzacontroledonne #noallamisoginia #sanremo2020 #festivaldisanremo2020 #redronnie @redronnieroxybar

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Junior Cally a Sanremo: sì o no?

La scena musicale dunque si divide: da un lato ci sono artisti, come Irene Grandi, Levante e J-Ax, che prendono le difese di Cally e della libertà d’espressione; dall’altra grandi personaggi come Loredana Bertè e Ornella Vanoni, che non accettano che possano essere utilizzati certi termini, anche se ‘solo’ per motivi artistici.

Al di là di tutti i grandi discorsi sulla libertà d’espressione e sui precedenti che ‘scagionerebbero’ il trapper (da Eminem a Masini e gli Afterhours), il problema di chi attacca è duplice: non conoscere la realtà in cui si vive; non conoscere il senso stesso del Festival. E sono entrambi problemi piuttosto gravi. Proviamo ad affrontarli in poche righe.

Perché Loredana, Ronnie e via dicendo non conoscono la realtà in cui si vive? Semplicemente perché non è Sanremo il palco che regala gli esempi al pubblico più giovane. Storicamente, il Festival è guardato da pochi giovanissimi. Se quindi un ragazzino vuole ascoltare certe cose, lo fa su Spotify. E stiamo pur certi che Spotify non attuerà mai il tipo di censura che tante grandi voci stanno chiedendo al Festival.

Per quanto riguarda invece il senso stesso di Sanremo, basti pensare al nome: Festival della canzone italiana. Sul palco dell’Ariston dovrebbe arrivare uno spaccato della musica che oggi ascoltiamo in questo paese. E in questo spaccato c’è il rap, anche quello più violento. Inutile mettere la testa sotto la sabbia.

Ma, cosa ancora più importante, al Festival si presenta una canzone, interpretata da un artista. E la canzone portata da Junior Cally non è quella ‘sessista’ da tutti conosciuta, bensì un pezzo che parla di politica. Proprio per questo squalificare il trapper sarebbe inutile e ingiusto. Punto.

Loredana Bertè
Loredana Bertè

Da: Rolling Stone

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