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Chi era Valerio Negrini, il “quinto Pooh”

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Bacchette batteria

Valerio Negrini: la carriera, la vita privata e tutte le curiosità sul fondatore e storico paroliere dei Pooh.

Da tutti è conosciuto come il “quinto Pooh”, forse il più importante tra i membri della band, pur non facendone effettivamente parte. Stiamo parlando di Valerio Negrini, figura fondamentale per la storia del gruppo bolognese, l’eminenza grigia che firmò gran parte dei testi delle canzoni più amate del gruppo. Una formazione che, tra l’altro, contribuì a fondare, rimanendone il più fedele collaboratore fino alla scomparsa. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla sua carriera e la sua vita privata.

Chi era Valerio Negrini: biografia e carriera

Valerio Negrini nacque a Bologna il 4 maggio 1946 sotto il segno del Toro. Figlio di un commerciante e di una casalinga, si dilettò fin da ragazzo con la batteria, cimentandosi di tanto in tanto anche come cantante. La grande svolta della sua vita avvenne nel 1962, quando conobbe Mauro Bertoli e formò i Jaguars, dal cui primo nucleo originario nasceranno, pochi anni dopo, i Pooh, con l’ingresso di Roby Facchinetti e Dodi Battaglia, da lui fortemente voluti.

Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Stefano D'Orazio
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Stefano D’Orazio

Nei primi tempi Negrini rimase il batterista e paroliere del gruppo bolognese. La sua voce si può ascoltare in brani come Opera prima e Tutto alle tre. Dopo la pubblicazione proprio di Opera prima, il disco cui lavorò con maggior assiduità, Valerio decise però di lasciare il ruolo di batterista-cantante e di fare spazio al giovane Stefano D’Orazio, rimanendo comunque nel gruppo come una sorta di batterista occulto. A provocare questa scelta sarebbero stati i difficili rapporti tra lui e il produttore della band, Giancarlo Lucariello.

Dal 1975 si divise il compito di scrivere i testi proprio con Stefano, che lo aveva sostituito dietro le pelli. Da questo momento in avanti, soprattutto dopo la fine del rapporto tra la band e Lucariello, il suo ruolo divenne a dir poco fondamentale per la stesura di buona parte dei successi del gruppo dalla seconda metà degli anni Settanta in avanti.

Valerio Negrini: la morte

A partire dagli anni Novanta, il suo contributo per la band venne ridimensionato per far maggiore spazio proprio alla poetica di Stefano. Continuò comunque ad avere un rapporto diretto con i suoi amici, tanto da ritornare a firmare tutti i testi durante la breve parentesi di lontananza di D’Orazio e fino al 2013, anno della sua improvvisa scomparsa.

Valerio morì di infarto il 3 gennaio di quell’anno, a Trento. Il 7 venne allestita una camera ardente aperta al pubblico in un teatro di Assago e alla cerimonia privata in suo onore parteciparono tutti i Pooh, anche Stefano. Dopo la sua morte i Pooh decisero di andare in tournée per festeggiare i 50 anni della band, salutando il pubblico prima della separazione.

La vita privata di Valerio Negrini

Valerio fu sposato dal 1995 con Paola Racca. Aveva tre figlie: Alice, nata nel 1979, Linda, nata nel 1990, e Ginevra, venuta al mondo nel 2006.

Sai che…

– Fu il più stretto collaboratore di Roby Facchinetti, autore della gran parte dei testi delle composizioni del tastierista bergamasco.

– Per quanto riguarda la fede, si dichiarava un “ateo praticante“.

– Fu un grande viaggiatore e da ogni esperienza all’estero ricavò ispirazione per i suoi testi.

– Scrisse anche i testi per i primi album da solisti degli amici Roby e Dodi.

– Partecipò a Sanremo come autore per Lena Biolcati e Milva rispettivamente nel 1985 e 1993 (con musiche di Facchinetti).

– I Pooh gli hanno dedicato diverse canzoni dopo la sua morte.

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