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La denuncia di un big della musica italiana: “Escluso da Sanremo, forse non ho le giuste conoscenze”

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Amadeus

Tra i tanti esclusi da Sanremo in questi anni c’è anche un grande della musica italiana: la denuncia fa scalpore.

Passano i mesi, ma Sanremo continua a far discutere. Sono tanti i cantanti esclusi in questa edizione, e in generale negli ultimi anni. Alcuni di questi, più o meno importanti, si sono già lamentati in passato di non essere stati presi in considerazione. In queste ore è però arrivata una vera e propria denuncia, seppur garbata, da parte di un big della musica italiana, un artista che ha scritto pagine importanti di storia della nostra canzone tra gli anni Sessanta e Settanta. Si tratta di Mal, l’artista di Furia, cavallo del West. Ecco le sue dichiarazioni che hanno creato scalpore tra gli appassionati del Festival.

Mal escluso da Sanremo: la denuncia è clamorosa

Intervistato dal Corriere della Sera, il cantante di origini gallesi, al secolo Paul Bradley Couling, oggi vive a Pordenone e spesso preferisce giocare a golf piuttosto che esibirsi dal vivo. D’altronde, la musica gli ha dato tanto e ancora continua a dargli molto, ma negli ultimi tempi non sono mancate delusioni.

Microfono cantante
Microfono cantante

La voglia di tornare sul palco dell’Ariston è tanta, e ogni anno il cantante sta provando a partecipare con una nuova canzone. Ma finora non ha avuto molta fortuna: “Quasi tutti gli anni presento un pezzo per partecipare a Sanremo, ma non vengo scelto. Forse non ho le conoscenze giuste né gli appoggi giusti“. E pensare che considera Amadeus un suo amico. Evidentemente, non basta avere la stima del direttore artistico per essere scelti.

Mal critica la musica moderna

L’intervista ha toccato però anche altri argomenti, tra cui la differenza tra la musica del passato e quella del presente. Pur non avendo grande nostalgia, il cantautore britannico spiega che oggi la melodia non viene tenuta in grande considerazione dai giovani. Ed è questo il motivo per cui le canzoni attuali le dimentichiamo nel giro di pochi mesi, mentre quelle degli anni Sessanta o Settanta le cantiamo ancora oggi, e le conoscono anche le nuove generazioni.

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