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La storia dei Blur, l’altra faccia del fenomeno britpop

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Chitarra batteria e amplificatore

Blur: la carriera, le canzoni e l’importanza del gruppo capitanato da Damon Albarn nella storia della musica rock.

La rock band inglese Blur si è formata nel 1988 e, per almeno quindici anni, è stata una delle realtà più solide del rock britannico. Composta da Damon Albarn (voce, chitarra), Graham Coxon (chitarra, voce), Alex James (basso) e Dave Rowntree (batteria), ha pubblicato otto album in studio, tre dei quali hanno debuttato al numero uno della UK Albums Chart. Il primo disco in assoluto, Leisure, è stato pubblicato nel 1991. Considerato un fallimento commerciale negli Stati Uniti, ha avuto subito successo nel Regno Unito, aprendo le porte all’exploit del secondo album, Modern Life Is Rubbish, del 1993. Un disco capace di ottenere uno straordinario successo di critica e commerciale, tanto da venir nominato per il Mercury Prize. Ed era solo l’inizio di una storia straordinaria. Andiamo a riscoprirla insieme.

Oltre trent’anni di Blur: uno sguardo alla loro carriera

Oltre 40 anni fa, quattro amici di Colchester, in Inghilterra, hanno formato una band chiamata Seymour. Poco dopo, il nome è diventato Blur. Il 2 marzo 1990, i Blur hanno pubblicato il loro primo singolo, She’s So High. Per i successivi 25 anni, avrebbero pubblicato otto album in studio, girato il mondo e sarebbero diventati una delle band britanniche più influenti di tutti i tempi.

Chitarra batteria e amplificatore
Chitarra batteria e amplificatore

Il 1991 ha visto l’uscita dell’album di debutto dei Blur, Leisure, seguito dallo straordinario successo di Modern Life is a Rubbish e poi di Parklife del 1994. Quest’ultimo è stato un enorme successo commerciale ed è considerato uno dei più grandi album britannici di tutti i tempi. Nel 1995, i Blur hanno proseguito su questa scia con The Great Escape, il loro quarto album. L’album è stato un altro successo commerciale, ma non è stato accolto così bene dalla critica come il precedente.

La parabola discendente arriva con l’omonimo Blur e poi 13. Nel 2000, hanno annunciato che si sarebbero presi una pausa. Nel 2001, Damon Albarn, uno dei membri fondatori dei Blur, ha pubblicato il suo primo album con il nuovo progetto Gorillaz, ma due anni dopo, i Blur si sono riuniti e hanno pubblicato il loro settimo album, Think Tank, disco che li ha riportati in auge tra la critica, pur rinnovando il fallimento commerciale. Nel 2009, i Blur si sono riuniti ancora una volta e hanno pubblicato il loro ottavo album, The Magic Whip, sei anni dopo, ottenendo finalmente e nuovamente sia successo commerciale che applausi dalla critica.

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10 canzoni fondamentali dei Blur

Dall’esplosione dei gruppi rock “alternativi” dei primi anni ’90, ci sono stati dibattiti incessanti su chi fosse il migliore e il peggiore. Gli Oasis e i Blur erano due delle più grandi band uscite da quella scena nel Regno Unito e la rivalità tra loro era leggendaria. Da allora entrambe le formazioni si sono sciolte, ma la loro musica continua a vivere. Ecco dieci tracce essenziali del gruppo di Damon Albarn, in nessun ordine particolare:

Song 2, la canzone più famosa della band, una canzone rock ad alto impatto;

Chemical World, più melodica, ma non meno potente, con un testo che riguarda i pericoli delle armi chimiche;

For Tomorrow, una canzone che parla della paura del futuro e dell’incertezza che ne deriva, ballata malinconica perfetta per i giorni di pioggia;

There’s No Other Way, classica canzone pop anni Novanta, tra le preferite dei fan, che tratta la storia d’amore e fallimento di un giovane;

Parklife, un brano che racconta la vita dei giovani a Londra, piena di umorismo britannico, perfetta per le feste;

Girls & Boys, altro inno di festa che si incentra però sullo sfruttamento sessuale delle donne, non senza momenti controversi;

Country House, pezzo che racconta le differenze di classe tra la città e il paese, prendendo in giro ironicamente entrambe le realtà;

Oily Water, un brano sui primi giorni della band e sulle difficoltà che hanno dovuto affrontare per emergere;

Tender, canzone su una storia d’amore fallita, una ballata triste ma molto emozionante;

Blue Jeans, brano sul vuoto del materialismo.

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